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Logo della Conferenza Onu a Doha
30.11.2008 La 'Conferenza Onu sulla Finanza per lo sviluppo' si è aperta ieri mattina a Doha con gli interventi dei massimi vertici dell'Onu, del Wto e del Presidente francese in qualità di presidente di turno dell'Ue. Il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon ha ribadito che "se non ci saranno interventi urgenti la crisi finanziaria rischia di trasformarsi in una crisi sociale e umana". Ban Ki-moon ha anche ricordato che gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono in pericolo, segnalando come manchino poche decine di miliardi di dollari per raggiungerli, mentre nello stesso momento diversi Paesi hanno speso in pochissimo tempo somme molto più alte per aiutare i loro sistemi finanziari. Ieri si è concluso il Forum della società civile parallelo alla Conferenza che ha presentato una serie di raccomandazioni per fare in modo che la Conferenza Onu non si risolva nei soliti impegni generici. (Andrea Baranes)
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Temi/paesi correlati: [MDGs] [Sviluppo] [Società civile] [Globalizzazione] [Attivismo] [Cambiamento climatico] [Nazioni Unite] [Finanza] [Commercio] [Economia]
Foto: Logo della Conferenza Onu a Doha
Logo della Conferenza Onu a Doha
29.11.2008 Inizia oggi a Doha la 'Conferenza Onu sulla Finanza per lo Sviluppo' che ha come obiettivo quello di verificare l’implementazione dei principi contenuti nel 'Monterrey Consensus' redatti nel 2002 e individuare risorse aggiuntive per lo sviluppo dei Paesi poveri, penalizzati dai difetti strutturali e della attuali crisi finanziarie. Il Governo italiano ha deciso di mandare a Doha solo il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, mentre altri Paesi invieranno il ministro degli Esteri o il capo di Stato. Il Forum della società civile parallelo alla Conferenza ha presentato intanto una serie di raccomandazioni per fare in modo che la Conferenza Onu non si risolva nei soliti impegni generici: "C'è bisogno di un accordo solido e di principi innovativi" - sostiene il Forum a cui ha partecipato anche la coalizione italiana 'Help Local Trade'. (Luca Manes)
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Temi/paesi correlati: [Povertà] [Cooperazione internazionale] [Sviluppo] [Società civile] [Globalizzazione] [Attivismo] [Nazioni Unite] [Finanza] [Commercio] [Economia]
Foto: Logo della Conferenza Onu a Doha
In fila per ricevere aiuti umanitari - da europa.eu
04.11.2008 Chiude la Fondazione della Conferenza episcopale 'Giustizia e Solidarietà' per la cancellazione del debito estero. Un grande convegno ne ha riconosciuto i meriti con 719 progetti realizzati in Guinea (sette milioni e mezzo di euro) e 394 progetti in Zambia (dieci milioni di euro). Bene. C’è però da chiedersi: ha avuto senso l’apertura della Fondazione? Non era forse meglio "fare sistema" con il più grande network transnazionale Jubilee 2000 alias Sdebitarsi per puntare tutti assieme alla "cancellazione del debito estero"? Non era forse questa la volontà di Giovanni Paolo II, già firmatario di Jubilee 2000? Ma per "far sistema" erano necessarie tre cose.: avere chiaro l’obiettivo, la cancellazione soprattutto dell’odioso debito estero; avere chiare le proprie possibilità di raggiungere o meno l’obiettivo; ed infine la volontà politica di "lavorare assieme". (Fabio Pipinato )
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Temi/paesi correlati: [MDGs] [Cooperazione internazionale] [Società civile] [Governo] [Attivismo] [Debito]
Foto: In fila per ricevere aiuti umanitari - da europa.eu
03.11.2008 I tagli ai fondi per la cooperazione allo sviluppo decisi nella Finanziaria 2009 "causerebbero una riduzione complessiva delle risorse di circa 400 milioni di euro: numeri che porterebbero l'Italia all'ultimo posto in Europa per l'Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) dei paesi più poveri del mondo". Lo scrivono in una lettera aperta inviata nei giorni scorsi al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, le ong della 'Coalizione italiana contro la povertà' (Gcap) e personaggi dello spettacolo - da Bono a Jovanotti - che chiedono al governo di "mantenere gli impegni presi in ambito internazionale". La missiva ricorda che "nonostante l'attuale crisi finanziaria, Paesi come Francia, Spagna e Germania non stanno riducendo i fondi per lo sviluppo, come invece fa l'Italia". Nei giorni scorsi Mario Sammartino, funzionario del ministero degli Affari esteri, ha confermato i tagli pari al 54% dei fondi attuali.
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