for spiders only Homepage > Approfondimenti > Politica > Legislazione skip to main content
Unimondo homepage
Cerca
ATTUALITA' APPROFONDIMENTI PARTNER ATTIVARSI EDIZIONI
lunedì, 01 dicembre, 2008

RSS Feed

Tutti i temi: Legislazione

aprile 2008

If you wish to look further into some topics fill out the search criteria below or select from the menu on the left.
 
parola chiave
argomento
paese
lingua
da  
a       
 

Browse the archives by month:

2006
2007
2008
gfma
Stop alla pena di morte - da Amnesty
15.04.2008 Nel 2007 sono state eseguite nel mondo più di 1250 condanne a morte e la maggior parte è avvenuta in cinque paesi: Cina (470 casi confermati), Iran (317 casi), Arabia Saudita (143 casi), Pakistan (135 casi) e Usa (42 casi). Lo rende noto un rapporto diffuso oggi da Amnesty International che sottolinea che le cifre "includono solo i casi dei quali Amnesty è a conoscenza mentre il dato reale potrebbe essere molto più alto". Sono molti, infatti, gli stati dove le esecuzioni avvengono in segreto e le autorità rifiutano di divulgare le informazioni sull’applicazione della pena capitale: tra gli altri vi sono Cina - che considera la pena di morte un "segreto di Stato" -, Singapore, Malesia, Mongolia e Vietnam. Nel 2007 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione per porre fine all’uso della pena di morte.
Continua
Temi/paesi correlati: [Giustizia e criminalità] [Attivismo] [Sicurezza] [Diritti umani]
Foto: Stop alla pena di morte - da Amnesty
Logo di Amnesty International
09.04.2008 “Un impegno più forte per la tutela e la promozione dei diritti umani”: lo chiede la Sezione Italiana di Amnesty International con una lettera aperta inviata nei giorni scorsi ai candidati alle elezioni politiche. Una scelta che Amnesty chiede di attuare “all’interno dei confini nazionali e nella politica estera” attraverso l’introduzione di un reato specifico di tortura nel codice penale italiano, la ratifica del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite e la fine della pratica delle espulsioni individuali o collettive verso paesi che applicano la tortura. Amnesty sollecita inoltre “passi urgenti anche in materia di asilo e di immigrazione” e chiede di non consentire esportazioni di armi verso paesi in cui potrebbero essere utilizzate per violare i diritti umani e il diritto umanitario.
Continua
Temi/paesi correlati: [Migrazioni] [Attivismo] [Armi] [Sicurezza] [Diritti umani]
Foto: Logo di Amnesty International
Campagna OSM-DPN
07.04.2008 L'Assemblea degli obiettori alle spese militari per la Difesa popolare nonviolenta (OSM/DPN) che si è tenuta nei giorni scorsi a Cattolica ha visto l'approvazione all'unanimità di due mozioni, una politica ed una organizzativa. La mozione politica "valuta con favore l'iniziativa di una modalità di obiezione di coscienza al riarmo e alla guerra, esercitabile anche attraverso la destinazione del 5 per mille a progetti di interposizione nonviolenta all'estero" e ribadisce, nell'attuale momento storico, "l'importanza di sostenere campagne di sensibilizzazione disarmiste di massa, come le leggi di iniziativa popolare per un futuro senza atomiche e senza basi militari e di promuovere nuove forme e linguaggi di comunicazione".
Continua
Temi/paesi correlati: [Attivismo] [Armi] [Pace] [Diritti civili]
Foto: Campagna OSM-DPN
Afghanistan: soldato bacia la propria arma
03.04.2008 Più di tre milioni di euro di armi italiane esportate non si sa a chi in Afghanistan. Lo denuncia una nota congiunta della sezione italiana di Amnesty International e di Rete Disarmo inviata al presidente del Consiglio, Romano Prodi. Le due organizzazioni si dichiarano "allarmate" per il dato riguardante le esportazioni italiane di "armi, munizioni e loro parti ed accessori" all'Afghanistan che ammonterebbero a 3.189.346 euro per il quinquennio 2003/2007 e chiedono "maggiori dettagli sulla tipologia e sulla destinazione". "Due cose sono certe" - commenta Giorgio Beretta di Rete Disarmo. "Sono state tutte esportate da ditte della provincia di Roma e non si tratta di armi ad 'uso militare' in quanto l'Istat non riporta le esportazioni di questo tipo: ma non per questo sono meno letali". Amnesty e Rete Disarmo chiedono "se il governo italiano abbia valutato l’impatto di tali esportazioni sulla situazione dei diritti umani in Afghanistan".
Continua
Temi/paesi correlati: [Società civile] [Armi] [Conflitti] [Commercio] [Diritti umani]
Foto: Afghanistan: soldato bacia la propria arma © United Nations' Integrated Regional Information Network

Browse the archives by month:

2006
2007
2008
gfma

 
Visita gli altri siti OneWorld
AIDS channel digital opportunity channel open knowledge network support centre tiki the Penguin, Kids Channel