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lunedì, 01 dicembre, 2008

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Tutti i temi: Mine

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Gori, settembre 2008: edificio distrutto © AI
20.11.2008 "Cento giorni dopo il conflitto di agosto tra Georgia e Russia, oltre 20mila profughi di etnia georgiana non possono ancora rientrare nelle loro case nell'Ossezia del Sud mentre molte altre persone su entrambi i lati del conflitto, una volta riuscite a tornare, hanno trovato le loro abitazioni devastate o distrutte"- afferma un recente rapporto di Amnesty International. L'associazione sottolinea che non potranno esservi riconciliazione e pace duratura "senza l'accertamento della verità e delle responsabilità" e chiede che vengano fatte indagini sul comportamento di tutte le parti coinvolte nel conflitto. Sia dal lato georgiano che da quello russo sono state sganciate bombe a grappolo in vicinanza delle aree abitate e gli ordigni inesplosi stanno pregiudicando il rientro dei profughi.
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Foto: Gori, settembre 2008: edificio distrutto © AI
Relitto di bomba cluster RBK-250 sganciata da un aereo russo a Ruisi (Ossezia del Sud). Foto: ©AP/Sergei Grits - da HRW/CMC
02.09.2008 Una condanna risoluta al riconoscimento unilaterale russo dell’indipendenza di Ossezia del Sud ed Abkhazia e la sospensione di tutte le riunioni previste con la Russia, finché Mosca non applicherà integralmente il piano di pace proposto dall'Ue, ma lasciando aperta la porta del dialogo con Mosca. È il compromesso raggiunto ieri a Bruxelles dal vertice straordinario dei 27 paesi dell’Ue sulla crisi russo-georgiana. Nessun denuncia, invece, per l'impiego da parte della Russia di cluster bombs documentato da Human Rights Watch e anche dalla recente missione umanitaria di Libera. Intanto a Gori tutti i nuovi sfollati hanno raccontato all'Unhcr storie di intimidazioni e di percosse da parte dei miliziani nei villaggi della zona cuscinetto a nord di Gori.
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Foto: Relitto di bomba cluster RBK-250 sganciata da un aereo russo a Ruisi (Ossezia del Sud). Foto: ©AP/Sergei Grits - da HRW/CMC
Relitto di bomba cluster RBK-250 sganciata da un aereo russo a Ruisi (Ossezia del Sud). Foto: ©AP/Sergei Grits - da HRW/CMC
19.08.2008 La 'Campagna Internazionale per la messa al bando delle mine' (ICBL), Human Rights Watch (HRW) e la 'Cluster Munition Coalition' (CMC) condannano decisamente "l'uso da parte della Russia delle bombe cluster in Georgia che hanno causato già decine di morti e feriti tra la popolazione civile". "Con l'uso di un'arma con riconosciuti effetti indiscriminati in aree popolate, la Russia ha mostrato uno sfacciato disprezzo per la vita dei civili" - afferma l'ICBL. "Questo recente caso di uso di cluster bombs sottolinea ancora il pericolo rappresentato da queste armi e l'urgenza di proteggere i civili sottoscrivendo la Convenzione di Oslo" - dichiara la Campagna Italiana Contro le Mine.
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Foto: Relitto di bomba cluster RBK-250 sganciata da un aereo russo a Ruisi (Ossezia del Sud). Foto: ©AP/Sergei Grits - da HRW/CMC
Manifestazione contro le cluster bombs - Foto ©Handicap International
29.05.2008 I delegati di 109 paesi riuniti a Dublino hanno raggiunto un accordo sul testo del Trattato per la messa al bando delle bombe a grappolo ("cluster bomb"). Secondo le prime anticipazioni, il Trattato prevede che ogni stato firmatario si impegni a non usare cluster bombs “in alcuna circostanza”, né a produrre, acquistare, conservare o trasferirle a chiunque, e impegna i firmatari anche a provvedere all'assistenza delle vittime e alla bonifica delle aree interessate. Il trattato lascerebbe però la possibilità di impiego di bombe a grappolo più piccole di nuova generazione. L’intesa è stata raggiunta con due giorni di anticipo rispetto al programma dopo l’annuncio del governo britannico che si è detto pronto a bandire le bombe a grappolo in possesso delle sue forze armate. In Italia, il Senato ha approvato all'unanimità un ordine del giorno bipartisan, per la messa al bando.
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Foto: Manifestazione contro le cluster bombs - Foto ©Handicap International
Manifestazione degli attivisti della CMC a Dublino - foto CMC
23.05.2008 Gli Stati Uniti stanno diffondendo "interventi fuorvianti nell’ovvio tentativo di intimidire i partecipanti ed indebolire il Trattato per mettere al bando le cluster bombs" in discussione in questi giorni alla Conferenza di Dublino. E' la denuncia della 'Stop Cluster Munition Coalition' (CMC) che ha protestato oggi davanti all’Ambasciata Americana insieme con le vittime delle cluster e attivisti da tutto il mondo capeggiati dal Premio Nobel per la Pace Jody Williams. Pur non partecipando come altri paesi produttori di ‘bombe a grappolo’ alla Conferenza gli Stati Uniti stanno facendo intendere che la proibizione all’impiego di cluster bombs possa comportare l’impossibilità di partecipare anche a missioni umanitarie congiunte. “E' un cinico tentativo per cercare di intimidire i Paesi che in questi giorni stanno negoziando un Trattato per mettere al bando queste armi" - ha commentato Simon Conway di CMC.
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Foto: Manifestazione degli attivisti della CMC a Dublino - foto CMC
20.05.2008 I rappresentanti della società civile ed i sopravvissuti alle cluster bombs provenienti da tutto il mondo chiedono ai governi di sostenere una messa al bando totale delle bombe a grappolo senza eccezioni. L'appello arriva mentre più di 100 governi si apprestano ad iniziare a Dublino la Conferenza internazionale sulle Cluster Munitions, due settimane dedicate alle negoziazioni finali per il nuovo trattato internazionale per la messa al bando delle bombe cluster. "Alcuni Stati cercano di indebolire il trattato" - sottolinea la campagna 'Stop Cluster Munitions'. I paesi che partecipano alla negoziazione comprendono la maggior parte dei possessori di stock di munizioni a grappolo, ma sono assenti i maggiori produttori e utilizzatori come Stati Uniti, Cina, Russia, India, Pakistan e Israele.
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Cluster bombs (Bombe a grappolo)
19.05.2008 Inizia oggi a Dublino la 'Conferenza internazionale sulle Cluster Munitions' per raggiungere un accordo sulla messa al bando delle bombe a grappolo. La Conferenza dovrebbe rappresentare l'ultima e cruciale tappa del "processo di Oslo" iniziato nel 2007 che nel febbraio 2008 ha portato 81 Paesi tra cui l’Italia alla "Dichiarazione di Wellington", una bozza soddisfacente per un Trattato vincolante che dovrà essere negoziato e concordato a Dublino. La campagna 'Stop Cluster Munitions' chiede che il Trattato preveda il divieto dell'uso, produzione, trasferimento e stoccaggio delle munizioni a grappolo. Alla conferenza non parteciperanno alcuni tra i maggiori produttori come Stati Uniti, Russia, Israele, Cina e Pakistan. La posizione della rappresentanza governativa italiana non è sempre stata soddisfacente rispetto alla mobilitazione nella società civile.
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Foto: Cluster bombs (Bombe a grappolo)
29.02.2008 "Il Trattato per la messa al bando delle mine antipersona continua a rappresentare un solido esempio di come diversi governi possano cooperare con successo per un obiettivo di indiscutibile valenza umanitaria": lo afferma la 'Campagna internazionale per la messa al bando delle mine' (ICBL). A nove anni dall'entrata in vigore del Trattato di Ottawa (1 marzo 1999) l'ottanta percento degli stati del mondo (156) ha vi ha aderito - ma mancano all'appello Cina, Russia , Usa, India, Iran, Israele e Pakistan - e ad oggi, solo due governi, Birmania e Russia insieme ad alcuni gruppi armati stanno continuando ad impiegare queste armi. Le migliaia di associazioni che condussero quella campagna chiedono oggi ai governi "lo stesso coraggio e la stessa accortezza" per raggiungere un forte ed esaustivo Trattato per la messa al bando delle 'bombe cluster' la cui stesura finale avrà luogo in maggio a Dublino.
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Munizioni cluster inesplose in Afghanistan
22.02.2008 La 'Dichiarazione di Wellington' sottoscritta oggi da 81 Paesi tra cui l’Italia, "costituisce una bozza soddisfacente del testo del Trattato che dovrà essere negoziato e concordato a Dublino nel maggio 2008 per la messa al bando delle munizioni cluster" - riporta la Cluster Munition Coalition. Ma "la rappresentanza italiana a Wellington, purtroppo, ha mantenuto un profilo non soddisfacente rispetto alla mobilitazione e all’interesse che questo tema suscita nella società civile" - afferma la 'Campagna italiana contro le mine'. "L'intervento della delegazione italiana a Wellington riflette infatti un’interpretazione ingannevole dell’intesa sottoscritta dal nostro Governo all’atto di aderire al Processo di Oslo per la messa al bando delle munizioni cluster".
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Foto: Munizioni cluster inesplose in Afghanistan
Children and landmines
22.01.2008 Landmines and unexploded ordnance (UXO) have killed and maimed hundreds of people in Afghanistan in 2007, says the UN Mine Action Centre for Afghanistan. These explosive remnants of war left behind by various military factions during the 90s continue to endanger the lives of civilians.
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Foto: Children and landmines © John Buckley /
15.01.2008 Positiva reazione della Rete Disarmo alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri Massimo D'Alema che nel corso dell'ultima trasmissione televisiva di "Che tempo che fa" ha affermato che "la questione del disarmo deve tornare nell'agenda della comunità internazionale anche perché ci si è dimenticati di questo grande obiettivo". La Rete Disarmo accoglie positivamente la volontà espressa di porre il disarmo al centro dell'agenda politica del Governo Italiano, in particolare in occasione della prossima presidenza del G8, ma chiede azioni e fatti concreti: a cominciare dal "Trattato internazionale sul commercio di armamenti" (ATT) in sede Onu, al sostegno alla legge di iniziativa popolare per dichiarare il nostro paese 'Zona libera da armi nucleari', ad un'azione forte per la messa al bando delle cluster bombs senza dimenticare la ripresa del confronto con la società civile sulle esportazioni di armi italiane e le spese militari che in questi ultimi due anni hanno visto, invece, un forte incremento.
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Cluster bombs (Bombe a grappolo)
07.12.2007 L'Italia è tra i paesi che tentano di indebolire il nuovo Trattato internazionale per la messa al bando delle "cluster bombs", le micidiali bombe a grappolo. Lo riporta Cluster Munition Coalition (CMC) a conclusione della Conferenza di Vienna (5-7 dicembre), terza tappa del "Processo di Oslo". Nonostante l'ampio consenso riguardo all’inclusione di un importante numero di argomenti - tra cui l’assistenza alle vittime, la bonifica, la distruzione degli stock, la cooperazione e l’assistenza internazionale - diversi Paesi detentori di "cluster bombs" tra cui l'Italia, hanno presentato varie eccezioni sulle tipologie di armi e sul processo di transizione per la messa al bando. "L'Italia – dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna italiana contro le mine – si trova nella posizione di dover difendere posizioni più rigide di quelle a cui potrebbe aspirare. Siamo ancora lontani dalla posizione che vorremmo assumesse il nostro Paese".
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Temi/paesi correlati: [Armi] [Attivismo] [Legislazione]
Foto: Cluster bombs (Bombe a grappolo)
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05.12.2007 Angolassa talous kasvaa, ulkomaiset suuryritykset koputtelevat ovella ja avustusjärjestöt tekevät lähtöä. Miinanraivaajat jäävät kuitenkin maahan, sillä 27-vuotisen sisällissodan jälkeen maaston puhdistaminen kestää pitkään.
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Fonte: Ulkoministeriö
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Foto: - © Nic Dunlop / Oxfam Great Britain
Giornata mondiale per i diritti dell'infanzia 2007 - da Unicef
20.11.2007 A 18 anni dall'entrata in vigore della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia rimangono impressionanti le cifre diffuse oggi dall'Unicef in occasione della "Giornata internazionale per i diritti e l'infanzia e dall'adolescenza". Nel mondo ogni anno muoiono 9,7 milioni di bambini la maggior parte per denutrizione. I minori sono le prime vittime dei conflitti armati e preoccupante è il bilancio delle mine e delle "cluster bombs" che causano morte o menomazione permanente a migliaia di bambini. Il presidente di Unicef-Italia, Antonio Sclavi, in occasione della Giornata ha voluto sottolineare che "Per chi come noi si occupa di diritti umani è fondamentale ribadire con forza che 'sicurezza' ha un significato ampio, non significa soltanto "pubblica sicurezza", ossia l'attività della pubblica amministrazione diretta alla tutela dell'ordine pubblico, ma anche sicurezza sociale: misure, cioè, che garantiscano diritti quali l'istruzione, la salute, l'accesso ai servizi sociali".
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Foto: Giornata mondiale per i diritti dell'infanzia 2007 - da Unicef
Landmine Monitor Report 2007 - da icbl.org
13.11.2007 Non sono incoraggianti i dati del "Landmine Monitor Report" a dieci anni dalla ratifica del Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine antipersona. Nonostante sia diminuito l’uso di queste mine da parte degli stati e il numero delle vittime, ben 14 paesi non riusciranno ad adempiere alle operazioni di bonifica previste. Ma il rapporto segnala il taglio ai fondi destinati allo sminamento e al reinsermento delle vittime e, soprattutto, la recente "tremenda eredità" delle submunizioni cluster (bombe a grappolo). Nei giorni scorsi il Segretario Generale dell'Onu, Ban Ki-Moon ha esortato gli Stati ad un "intervento urgente" per concludere un trattato internazionale per bandire “l’uso, lo sviluppo, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento delle munizioni cluster”. In Italia il disegno di legge che mira alla messa al bando di queste bombe è bloccato dal mese di luglio in Commissione Bilancio.
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Foto: Landmine Monitor Report 2007 - da icbl.org
Cluster bombs (Bombe a grappolo)
30.10.2007 "E' fermo da mesi in Commissione Bilancio il progetto di legge che dovrebbe estendere la legge contro le mine antipersona alle micidiali bombe a grappolo, le cluster bombs". Lo denuncia la Campagna italiana contro le mine che ha promosso ieri a Roma una conferenza. "Siamo costretti a constatare - dichiara Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna - che il Ministero della Difesa adotta strategie mirate a ritardare la discussione della legge e soprattutto tese a ottenere promesse di fondi sulla nuova legge finanziaria utilizzando il pretesto della distruzione di uno stock, in realtà molto limitato, e reclamando il rimpiazzo delle munizioni a grappolo con altri sistemi d'arma che ne sostituiscano la 'funzione strategica'''. L'Italia è uno dei 33 produttori di munizioni cluster al mondo: tra le ditte accusate di produzione anche la Simmel.
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Foto: Cluster bombs (Bombe a grappolo)
18.09.2007 British mining giant Vedanta Resources plans to mine section of protected forests in India have been delayed after the Supreme Court ordered a root and branch impact study.
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Temi/paesi correlati: [Asia Meridionale]
Before and after: the site of the Luzi bridge before work got under way, and the completed 36-metre long construction
04.09.2007 Angola on yhä yksi maailman miinoitetuimmista valtioista. Miinanraivaus kuitenkin etenee ja sen ansiosta on mahdollista useiden vuosikymmenten jälkeen matkustaa turvallisesti 250 kilometriä sisämaahan.
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Fonte: OneWorld US
Temi/paesi correlati: [Angola]
Foto: Before and after: the site of the Luzi bridge before work got under way, and the completed 36-metre long construction
Landmine.
01.09.2007 BOGOTA, Aug 31 (OneWorld) - A Colombian indigenous community has called for an end to the use of anti-personnel mines in the country after an explosion killed two men.
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Fonte: OneWorld US
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Foto: Landmine. © Spinndoctor (flickr)
Campionario di bombe di Simmel Difesa - da Aiad
03.08.2007 Il primo agosto, la Commissione Difesa della Camera ha emesso un "parere consultivo" favorevole sulla legge per la messa al bando delle munizioni a grappolo (cluster bombs), condizionandolo però ad una "definizione di munizione cluster" e soprattutto vincolando il proprio parere positivo "al reperimento dei fondi necessari per la distruzione degli stock esistenti" e, in caso di distruzione delle scorte, alla "sostituzione di queste munizioni con altri sistemi d’arma che assolvano le stesse funzioni". "Una serie di premesse e condizioni che rischiano di rallentare l’iter di approvazione della legge" - denunciano la Campagna Italiana contro le Mine e la Rete Italiana Disarmo. "Il Ministero della Difesa non ha mai chiarito a quali necessità strategiche rispondano queste armi e si è sempre dimostrato quantomeno reticente nel chiarire quali e quante munizioni cluster ci sono negli arsenali italiani" - commenta Giuseppe Schiavello, Direttore della Campagna Italiana contro le Mine.
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Temi/paesi correlati: [Armi] [Attivismo]
Foto: Campionario di bombe di Simmel Difesa - da Aiad
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