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lunedì, 01 dicembre, 2008

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Analisi

Rapporto Sipri 2008
11.06.2008 Nel 2007, l’Italia con 33,1 miliardi di dollari mantiene l'ottavo posto nel mondo per spese militari, ma con una spesa pro-capite di 568 dollari supera per il quarto anno consecutivo la Germania (447 dollari pro-capite) e mantiene in questa graduatoria il settimo posto. Lo rivela una dettagliata ed esclusiva analisi di Unimondo del Rapporto Sipri 2008. Anche per quando riguarda l'esportazione di armamenti convenzionali, nel 2007 l'Italia mantiene il settimo posto e nel 2006 Finmeccanica con vendite di armamenti per quasi 9 miliardi di dollari si conferma una delle dieci principali aziende mondiali di armi, la prima in Europa per profitti nel settore militare (1,3 miliardi di dollari). Un commercio favorito dal fatto che l’azienda italiana riceve commesse, come quella recente dal Pakistan per missili di contraerea di oltre 470 milioni di euro, grazie al sostegno del Governo italiano che ne è il principale azionista.
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Temi/paesi correlati: [Geopolitica] [Attivismo] [Armi] [Sicurezza]
Foto: Rapporto Sipri 2008
Copertina del 'Rapporto sulla Bei' di Counter Balance
05.06.2008 Ricorre in questi giorni il cinquantenario della Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Con oltre 53 miliardi di euro di finanziamenti approvati nel 2006, la BEI è una delle principali istituzioni finanziarie pubbliche al mondo. Ma diversi finanziamenti sono considerati molti discutibili e per questo Counter Balance - una coalizione di associazioni ambientaliste e Ong di sviluppo - ha pubblicato nei giorni scorsi una 'Guida critica del cittadino alla Banca Europea per gli Investimenti' che mette in discussione proprio il modo di operare dell'Istituto e la sua trasparenza. Secondo gli attivisti la banca “è quasi sconosciuta” ma sosterrebbe enormi società private occidentali, un “atteggiamento che ricorda gli aspetti peggiori della Banca Mondiale di trent’anni fa”.
di Elvira Corona
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Temi/paesi correlati: [Sviluppo] [Globalizzazione] [Finanza] [Credito e investimenti]
Foto: Copertina del 'Rapporto sulla Bei' di Counter Balance
La copertina del Rapporto 2008 di Amnesty
28.05.2008 "Il 2007 è stato caratterizzato dall'impotenza dei governi occidentali e dall'ambiguità o riluttanza delle potenze emergenti rispetto ad alcune delle peggiori crisi dei diritti umani come i conflitti in corso da decenni o la crescente ineguaglianza di cui fanno le spese milioni di persone" - ha affermato Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International, nel corso della presentazione del Rapporto Annuale 2008, citando le crisi dei diritti umani in Darfur, Zimbabwe, Gaza, Iraq e Myanmar. Amnesty ha reiterato la richiesta agli Stati Uniti di chiudere Guantánamo e respingere l'uso della tortura e all'Unione europea di indagare sulla complicità dei suoi Stati membri nelle rendition. Precisi rilevi anche sull'Italia: "Temiamo che il clima di razzismo e le leggi o proposte di legge contrarie agli standard internazionali sui diritti umani la stiano trasformando in un paese pericoloso" - ha detto Daniela Carboni di Amnesty.
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Temi/paesi correlati: [Attivismo] [Libertà di espressione] [Armi] [Sicurezza] [Diritti umani]
Foto: La copertina del Rapporto 2008 di Amnesty
Jean Vanier
10.05.2008 Pubblichiamo l’intervista rilasciata a Christophe Chaland della rivista francese ‘Panorama’ a Jean Vanier, fondatore delle Comunità dell'Arca che ringraziamo per la traduzione e concessione del testo. “Oggi nel mondo ci sono 134 comunità (e una ventina sono in fase di costituzione - ndr). E ci sono anche 1500 comunità “Fede e Luce”. Ho proprio l’impressione – afferma Jean Vanier - anzi per me è evidente, che Dio si è servito di me. Come anche di tanti altri. Non ho mai avuto un piano. Ho sempre fatto fatica, ancora oggi, a considerarmi fondatore. Conosco persone che sono state veri e propri fondatori, in quanto sapevano bene ciò che volevano. Io, assolutamente, no! Ho scoperto le ingiustizie che venivano fatte sulle persone con handicap e ho accolto due di esse, perché il Padre Thomas me li aveva fatti incontrare. Pensavo che avrei passato il resto della mia vita con due o tre persone ma poi ho scoperto che ero “seduto su una miniera d’oro”: la spiritualità della trasformazione grazie ai poveri, a contatto con i poveri, una nuova visione della Chiesa: la Chiesa dei poveri. Ho scoperto qualcosa di inatteso”.
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Temi/paesi correlati: [Esclusione sociale] [Religione] [Handicap]
Foto: Jean Vanier
Rapporto della Crbm sulla diga Gibe in Etiopia
06.03.2008 La Crbm con le altre Ong della coalizione 'Counter Balance' ha chiesto alla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) di non fornire prestiti per la costruzione della diga di Gilgel Gibe III in Etiopia. "Nonostante la Banca Mondiale e l’Agenzia italiana di credito all’export (SACE) abbiano deciso di non sostenere né Gibe II né Gibe III, la BEI nel 2004 ha garantito un prestito di 50 milioni per la realizzazione della diga di Gibe II e al momento sta valutando se entrare nel progetto di Gibe III i cui impatti socio-ambientali sono devastanti" - afferma la Crbm che ha redatto un rapporto presentato venerdì scorso a Bruxelles. Nel 2004 il Ministero degli Esteri italiano ha elargito ben 220 milioni di euro per Gibe II - la più alta somma della storia del fondo rotativo per la cooperazione - mentre l’impresa Salini si è aggiudicata l’appalto senza gara internazionale.
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Temi/paesi correlati: [Diritti civili] [Debito] [Imprese] [Ambiente] [Attivismo] [Cooperazione internazionale]
Foto: Rapporto della Crbm sulla diga Gibe in Etiopia
Mahatma Gandhi
21.01.2008 Lo raggiungo al telefono mentre si trova in una piccola casa, 400 chilometri a nord di Stoccolma: “Questa casa è stata una piccola scuola, con una sola aula, fino al 1940. Ora ci vengo quando ho bisogno di lavorare tranquillo: 15 gradi sotto zero, 30 centimetri di neve e un lago ghiacciato davanti a me. Il villaggio più vicino è a 15 chilometri e io non guido. Ma ho un vicino, a due chilometri da qui” - racconta divertito. Giuliano Pontara, trentino di origine, professore emerito di Filosofia Pratica all’università di Stoccolma, è uno dei maggiori esperti del pensiero di Gandhi. Il suo ultimo libro "L’antibarbarie. La concezione etico-politica di Gandhi e il XXI secolo" (EGA 2006) costituisce un importante contributo per comprendere gli elementi ancora attuali del pensiero del Mahatma, e proprio da qui vogliamo partire. (di Alberto Conci)
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Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Pace] [Attivismo] [Società civile]
Foto: Mahatma Gandhi
Manifestazione per l'acqua pubblica - da acquabenecomune.org
13.12.2007 Con la manifestazione nazionale per “ripubblicizzare l’acqua, difendere i beni comuni” del 1 dicembre 2007 a Roma, possiamo dire che sia giunto a conclusione un primo ciclo di mobilitazione sociale per l’acqua nel nostro Paese. Al fine di affrontare la nuova fase, che sarà non meno impegnativa e importante di quella trascorsa, vale sicuramente la pena provare a rivisitare quale sia stato il percorso sin qui compiuto, quali passaggi abbia dovuto affrontare, quali caratteristiche del movimento abbia messo in luce. Un lavoro di restituzione per meglio comprenderci e che consenta a tutte/i noi di far tesoro dell’esperienza intrapresa, come miglior viatico per le future battaglie. Ecco di seguito alcune considerazioni, certo non esaustive, che provano a segnare gli elementi più importanti del percorso effettuato. di Marco Bersani di Attac
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Temi/paesi correlati: [Economia] [Attivismo] [Società civile] [Acqua]
Foto: Manifestazione per l'acqua pubblica - da acquabenecomune.org
Immagine della locandina del primo Convegno Internazionale sui Popoli in Isolamento Volontario dell'Amazzonia (Belem 2005)
11.05.2007 Gli Indigeni in "Isolamento Volontario", sono popolazioni di cui si hanno solo alcuni elementi della loro esistenza. Non hanno mai avuto contatto con il "nostro mondo" e solo un virus potrebbe portarli allo sterminio. Sono in pericolo di estinzione centinaia di culture, saperi, lingue e miti che non abbiamo mai ascoltato. Ma "non abbiamo bisogno di incontrarli per difenderli", anzi, dobbiamo difendere la loro scelta di non incontrarci. Selvas.org dedica un dossier a queste popolazioni minacciate dallo sfruttamento di risorse naturali - dal legname all'oro, alle numerose risorse del sottosuolo - ma anche dai "cacciatori della biodiversità" e dal "turismo informale" che, tra tutti i contatti il più insidioso, fino alla “caccia all'ultimo indigeno da convertire” lanciata da alcune chiese fondamentaliste in programmi come il New Tribe Mission.di Martin E. Iglesias
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Temi/paesi correlati: [Sud America] [Diritti dei popoli indigeni] [Conservazione] [Attivismo]
Foto: Immagine della locandina del primo Convegno Internazionale sui Popoli in Isolamento Volontario dell'Amazzonia (Belem 2005)
Marcia dei Sem Terra - da comitatomst.it
03.04.2007 Al contrario di quello che comunemente si pensa, la rielezione del presidente Luiz Inácio Lula da Silva non è stata frutto di una fase di ascensione dei movimenti sociali e neanche avrà un ruolo fondamentale per destarli dall’apatia. E’ la radiografia del momento politico brasiliano fatta da João Pedro Stédile, leader del Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra (MST), considerato il più articolato ed organizzato movimento sociale del Brasile. Secondo Stédile neppure il MST sfugge alla perdita di credibilità popolare e, nella sua visione, se ha ancora una superiorità sugli altri movimenti lo deve al fatto di aver rifiutato il vincolo con un partito. Il MST è stato generato in un processo di critica alla sinistra tradizionale che strumentalizzava i movimenti sociali e anteponeva loro le sue divisioni di idee.
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Temi/paesi correlati: [Brasile] [Attivismo] [Democrazia] [Terra]
Foto: Marcia dei Sem Terra - da comitatomst.it
20.03.2007 Potrebbe essere la più grande opera mai realizzata in Italia, quella che serve a rafforzare il ‘sistema naturale’ del Belpaese per difenderlo dagli effetti più devastanti del cambiamento climatico. E’ la proposta lanciata dagli esperti del Comitato Scientifico del WWF contenuta nel documento: “Per un piano di adattamento al cambiamento climatico in Italia: prime indicazioni ” presentato nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma, presso la sede del WWF Italia. Dalla perdita di biodiversità alla crisi delle risorse idriche, dall’agricoltura sotto stress all’impatto sul turismo, dalle modificazioni nelle aree montane fino a quelle costiere fino ai rischi per il sistema dei trasporti, per l’industria e l’energia, messi a dura prova dalle intensità delle precipitazioni, dalle inondazioni, dai periodi di siccità, dalle ondate di calore: sono 15 i settori analizzati dagli esperti e già colpiti dagli effetti del cambiamento climatico.
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Temi/paesi correlati: [Attivismo ambientale] [Cambiamento climatico]
Fosse comuni a Srebrenica
05.03.2007 La Corte Internazionale di Giustizia si è finalmente pronunciata sul ricorso della Bosnia ed Erzegovina contro la Serbia per violazione della Convenzione sulla Repressione e Punizione del Crimine di Genocidio. Il procedimento è durato 14 anni ed era iniziato al tempo della guerra, quando Sarajevo era sotto assedio. Già nel 1993 il governo della Repubblica di Bosnia ed Erzegovina aveva denunciato alla Corte Internazionale di Giustizia l’allora Jugoslavia per violazioni della Convenzione. La Convenzione prevede infatti la giurisdizione della Corte Internazionale in caso di dispute tra Stati firmatari della Convenzione. In base alla Convenzione quindi, la Corte può solamente determinare l’esistenza della responsabilità civile, non penale, degli stati. di Massimo Moratti
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Fonte: Osservatorio sui Balcani
Temi/paesi correlati: [Politiche razziali] [Conflitti] [Giustizia e criminalità]
Foto: Fosse comuni a Srebrenica
01.03.2007 L'Interfaith Center on Corporate Responsibility, una coalizione Usa di 275 investitori responsabili, ha dato i voti alle quindici maggiori imprese farmaceutiche sulle loro risposte alla crisi sanitaria dei paesi poveri, in particolare all'Aids che tocca 40 milioni di persone soprattutto in Africa. Risultato: bocciate, con poche sufficienze in qualche materia e molte insufficienze. Intanto la Novartis ha intentato causa contro la nuova legge indiana sui brevetti, ancora troppo attenta ai diritti dei pazienti. Per gli azionisti di Big Pharma, che sono soprattutto banche e fondi di investimento, anche italiani, sono in gioco profitti netti da 50 miliardi di dollari l'anno. Novartis ha presentato a maggio un ricorso all'Alta corte di Chennai (Madras) contro la decisione dell'ufficio brevetti dell'India che aveva respinto la registrazione del brevetto su un farmaco impiegato contro il cancro con la motivazione che si tratta della nuova forma di una sostanza già conosciuta. Il tribunale, dopo una prima udienza a settembre, si è aggiornato alla fine di gennaio 2007.
di Francesco Terreri
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Temi/paesi correlati: [Commercio] [AIDS] [Malattie/Cure]
Manifestazione dei Sem Terra
17.01.2007 "Non ci illudiamo sul prossimo governo Lula. Crediamo che il paese andrà avanti partendo delle azioni della società e del popolo brasiliano" - afferma Marina dos Santos, membro del Coordinamento Nazionale del MST in questa recente intervista a Fazendomedia.com. "Il MST continuerà con l’occupazione delle terre e con le denunce contro la distruzione della natura promossa dall’agribusiness e dalle transnazionali della agricoltura". "Il principale nemico del MST è infatti l’avanzamento dell’alleanza tra latifondo, agribusiness e aziende transnazionali dell’agricoltura. Attualmente questo è il grande ostacolo per un processo massiccio di Riforma Agraria. L’agribusiness sta subordinando l’uso delle terre e le risorse naturale brasiliane alle necessità delle transnazionali come la Bunge, Cargill, Monsanto, Stora Enzo, Syngenta e ADM e alla speculazione del mercato finanziario internazionale".
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Temi/paesi correlati: [Brasile]
Foto: Manifestazione dei Sem Terra © Radio Netherlands / Radio Netherlands
Inquinamento del Mediterraneo - da ecomediamagazine
05.12.2006 Raffinerie di petrolio, industria metallurgica, allevamenti industriali, impianti per la produzione di fertilizzanti, industria chimica e della carta e anche il trattamento delle acque reflue. Queste, in ordine di importanza, le industrie che contribuiscono maggiormente a inquinare il Mediterraneo, sversando nel mare veri e propri veleni che minacciano l’ambiente e la salute umana: metalli pesanti, sostanze tossiche persistenti, idrocarburi. Nei pesci è stata riscontrata, ad esempio, una quantità di mercurio anche 20 volte superiore ai limiti stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Mentre l’UNEP/MAP stima che l’assunzione giornaliera di idrocarburi policiclici aromatici attraverso il cibo sia in alcune località del Mediterraneo di 3 microgrammi al giorno per individuo: una quantità 100 volte superiore a quella ritenuta tollerabile quotidianamente. I dati, presentati nei giorni scorsi durante la Terza Conferenza Ministeriale Euro-mediterranea che si è tenuta al Cairo (Egitto), sono stati raccolti dal MEDPOL, il programma per la lotta all’inquinamento marino del Piano d’Azione Mediterraneo del Programma Ambiente delle Nazioni Unite - UNEP/MAP.
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Temi/paesi correlati: [Imprese] [Inquinamento]
Foto: Inquinamento del Mediterraneo - da ecomediamagazine
Una scuola in Egitto - da Unicef
11.09.2006 L'istruzione costa. Lo sanno bene le famiglie italiane che in questi giorni sono alle prese con l'acquisto di libri e cancelleria per i propri figli: una spesa media, secondo il Codacons, di 5-600 euro. Per affrontarla, tre famiglie su dieci saranno costrette a ridurre le spese alimentari: non solo stop a ristoranti, ma un vero e proprio giro di vite alla spesa di tutti i giorni. Ma l'istruzione costa anche nei Paesi del Sud del mondo dove l'analfabetismo rappresenta ancora uno dei problemi più gravi anche se spesso sottovalutato: secondo l'ultimo rapporto dell'Unesco, pubblicato in occasione della «Giornata mondiale per l'alfabetizzazione» che si è celebrata l'8 settembre scorso, saper leggere e scrivere è un'abilità negata a 781 milioni di adulti, di cui i tre quarti donne, e a 103 milioni di bambini anche in questo caso per la maggioranza bambine. La piaga è stata sottolineata anche dal Segretario dell'Onu, Kofi Annan: «Queste popolazioni sono derubate dello strumento cruciale per lo sviluppo rappresentato dall'istruzione». di Natalina Mosna
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Temi/paesi correlati: [Sviluppo] [Bambini] [Educazione]
Foto: Una scuola in Egitto - da Unicef © Unicef
Un Centri di Permanenza Temporanea ed Assistenza (Cpta)
25.07.2006 Dopo due anni di ricerca svolta da un gruppo misto di parlamentari ed esperti nel campo dell’immigrazione, il Libro Bianco sui Centri di Permanenza Temporanea ed Assistenza (Cpta) è stato presentato nei giorni scorsi alla stampa con connotati molto precisi. Il testo (di quasi 300 pagine) fotografa inequivocabili elementi di criticità sulla gestione di questi luoghi per immigrati in stato di irregolarità nel nostro paese. Si tratta di una ricognizione a tutto campo sui cpta che fornisce al governo ed al legislatore nuovi elementi di comprensione e strumenti di azione, sempre che l’Italia intenda invertire la rotta repressiva che negli ultimi dieci ha inutilmente ispirato la gestione dei fenomeni migratori verso il nostro paese. I Cpta sono stati introdotti nel 1998 con la legge Turco-Napolitano, quindi in pieno governo del centro-sinistra. Sono i luoghi nei quali sono reclusi i cittadini clandestini e irregolari che attendono di essere identificati per poi essere espulsi dal nostro paese mediante foglio di via o accompagnamento alla frontiera. La loro creazione, non solo in Italia, ha segnato una tappa decisiva nella definizione di una politica di chiusura della “fortezza Europa” nei confronti dei flussi migratori. di Nicoletta Dentico
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Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Democrazia] [Migrazioni]
Foto: Un Centri di Permanenza Temporanea ed Assistenza (Cpta)
Cambogia: foto documentative delle vittime dello sterminio
13.07.2006 “Sarà pure un atto formale, ma oggi per noi questo gesto rappresenta la speranza di un futuro migliore”. E’ la voce che in questi giorni corre tra i villaggi della Cambogia fra chi ha vissuto l’orrore del sanguinario regime di Pol Pot. Il 3 luglio scorso, i 30 giudici - 17 cambogiani e 13 internazionali - che faranno parte del Tribunale internazionale per i crimini commessi dai Khmer rossi fra il 1975 e il 1979 hanno giurato ufficialmente al palazzo reale della Pagoda d’Argento nella capitale Phnom Pehn alla presenza di due monaci buddisti. La domanda di giustizia del popolo cambogiano sembra finalmente essere stata accolta. Ci è voluto però molto, troppo tempo. Trentuno lunghi anni sono passati da quando i Khmer rossi di Pol Pot conquistarono il potere proclamando l’anno zero della Rivoluzione comunista e per creare l’Uomo Nuovo, il comunista perfetto, perseguirono la distruzione sistematica di tutto ciò che era legato al passato, alla civiltà cambogiana.
di Arianna Miorandi
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Fonte: Unimondo
Temi/paesi correlati: [Cambogia]
Foto: Cambogia: foto documentative delle vittime dello sterminio
Ospedale di Chiulo da Trentinocooperazione.it
28.06.2006 Fabio Pipinato della Fondazione Fontana interviene in merito al recente pronunciamento della Corte Costituzionale che contesta alcuni articoli della legge della Provincia Autonoma di Trento 15 marzo 2004 in materia di “Azioni ed interventi della solidarietà internazionale” e specificamente sulla possibilità della Provincia Autonoma di attuare alcune modalità di “cooperazione decentrata”. La delibera contesta la scelta dei Paesi e ribadisce che la cooperazione decentrata attiene alla cooperazione allo sviluppo che, a sua volta, attiene alla cooperazione internazionale e che, a sua volta ancora, attiene alla politica estera e che, dunque, è di competenza dello Stato. “La verità è che la Corte costituzionale non s’è sbagliata” - scrive Pipinato. “Ha applicato fedelmente la legge 49 che appartiene, in termini di relazioni internazionali, allo scorso Millennio quand’eravamo reduci dalla “Sacra missione civilizzatrice dei popoli”. Lo Stato burocrate, armato, confinario, sovrano, accentratore, retorico e solidale non può riconoscere altri tipi di “relazioni internazionali” se non le proprie”.
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Fonte: Fondazione Fontana
Temi/paesi correlati: [Legislazione] [Cooperazione internazionale] [MDGs]
Foto: Ospedale di Chiulo da Trentinocooperazione.it
Manifestazione di donne dello Shanti Ashram
12.06.2006 La prima cosa che colpisce è il suo sorriso. E subito, quando la incontri e la stai ad ascoltare per un po’, ti viene voglia di sapere qualcosa in più di lei, della sua vita, del suo lavoro. Kezevino Aram – “ma gli amici, ci tiene a dire, mi chiamano Vinu” – è pediatra e direttrice dello Shanti Ashram dal gennaio 2001; convinta gandhiana, è anche membro del Comitato Esecutivo della Conferenza Mondiale delle Religioni per la Pace. Avvolta in uno splendido sahri di seta ha partecipato, nell’ambito della manifestazione “Asia: questAltroMondo”, organizzata in occasione del World Social Agenda 2006. Cresciuta in un’India ancora piena di contraddizioni, ma sempre più decisa a migliorare la condizione sociale (Kezevino ha ricordato agli studenti che grazie agli investimenti nel campo della sanità, dell’istruzione e dello sviluppo in genere l’aspettativa di vita per le donne è raddoppiata negli ultimi 50 anni, passando da 32 a 64 anni) Kezevino rappresenta l’immagine di una donna che ha scelto di impegnare tutta la propria vita per il riscatto dei più deboli. di Alberto Conci
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Fonte: Unimondo
Temi/paesi correlati: [Esclusione sociale] [Religione] [Commercio] [Bambini]
Foto: Manifestazione di donne dello Shanti Ashram
Manifesto WSA 2006 a Trento
26.05.2006 Le società asiatiche continuano ad essere profondamente spirituali nonostante il rifiuto delle èlite nazionali non cristiane d’Asia che temono la penetrazione della Chiesa cattolica come mero strumento di sovversione delle economie e dei mercati asiatici. La spiritualità di satyagraha di Mahatma Gandhi, come il movimento di sarvodaya di Acharya Vinobha Bhave hanno servito un numero maggiore di asiatici che l’attività missionaria “nobelizzata e santificata” di Madre Teresa. Un modello di carità infinito ma che non si coniuga molto con i percorsi locali di “giustizia” che sono tipici di questi territori e che sono vere e proprie rivoluzioni solidali. Basti vedere le statistiche internazionali dell’aiuto post-tsunami. È vero che la solidarietà mondiale è stata imponente in termini di risorse ma quella locale ha dimostrato tutta la sua capacità di risposta.
di Fabio Pipinato
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Temi/paesi correlati: [Religione] [Economia] [Sviluppo]
Foto: Manifesto WSA 2006 a Trento
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