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lunedì, 01 dicembre, 2008

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Un altro mondo...

report e commenti dal movimento e dalla società civile
L'Eni non partecipi alla svendita del petrolio iracheno
19.02.2007 Il parlamento iracheno sta per approvare la nuova legge che regolamenterà il settore energetico e aprirà le porte ai cosiddetti ‘investimenti’ delle grandi multinazionali del petrolio, tra cui l’italiana ENI. "La legge voluta dalla grandi multinazionali petrolifere, ENI inclusa, prevede l’introduzione dei cosiddetti PSA – Production Sharing Agreements – i quali consentiranno alle multinazionali enormi profitti a scapito dell’erario iracheno" - segnala 'Un ponte per...' che invita a firmare un petizione online al Ministro dell'Economia e Finanze Tommaso Padoa-Schioppa e al presidente dell'ENI Roberto Poli. La legge è stata ufficialmente presentata in Parlamento senza nessun tipo di consultazione, come era stato invece richiesto dalle rappresentanze sindacali. Nella sua visita a sopresa a Baghdad dei giorni scorsi, il Segretario di Stato americano, Condoleezza Rice ha ribadito la necessità di "affrettare il varo di una legge sul petrolio, in modo da garantire un’equa distribuzione dei proventi fra i vari settori della popolazione".
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Temi/paesi correlati: [Imprese] [Attivismo] [Energia]
Foto: L'Eni non partecipi alla svendita del petrolio iracheno
15.11.2006
scrivi a Nestlè
scrivi a Nestlè
L'organizzazione statunitense di commercio equo Global Exchange chiede di inviare a Brad Alford, presidente e CEO di Nestlè USA. Una campagna che ha l'obiettivo di coinvolgere maggiormente la multinazionale svizzera (58 miliardi di euro di fatturato nel 2005) nelle filiere eque e solidali. Una campagna che sembra andare in una direzione già considerata dalla Nestlè, se ricordiamo nell'ottobre 2005 il lancio del caffè Partners Blend certificato dalla Fairtrade Foundation Uk. Semplice capirne le motivazioni, difficile comprendere come sia possibile che un'organizzazione equa e solidale coinvolta in una critica a tutto campo sul sistema economico dominante, non riesca a percepire che la certificazione Fair Trade concessa alle multinazionali rischia di essere un passaggio molto rischioso, in cui una singolo prodotto certificato rischia di essere utilizzato come specchietto delle allodole e come prodotto d'eccellenza da comunicare, nascondendo dietro le pieghe del politicamente corretto pratiche commerciali poco eque e spesso poco trasparenti. Il Commercio equo che si apre alle multinazionali, ma siamo proprio certi che sia la strada giusta?
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Hiroshima - da Tff
03.10.2006 Disarmo Atomico, Alternative di Difesa e Risorse per la Pace e la Nonviolenza. A Bologna - Sala Farnese c/o Palazzo D’Accursio - si tiene sabato 14 ottobre la giornata di studio e di confronto durante la quale il pubblico incontrerà attivisti della pace, fra cui Zanotelli, politici e scienziati, ed i rappresentanti dei comitati locali che stanno conducendo lotte a diversi livelli e con alcuni notevoli risultati. La giornata propone il problema non da un punto di vista allarmistico o ideologico, ma nell'ottica di chi si è trovato a contatto diretto con questa realtà e, attraverso strumenti democratici e nonviolenti, ha intrapreso concretamente la strada del cambiamento. Organizzano GAVCI e Rete Lilliput Bologna.
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Temi/paesi correlati: [Armi Nucleari] [Società civile]
Foto: Hiroshima - da Tff
09.09.2006 Siamo stati a Beirut in missione di pace per vedere la guerra dal basso, con gli occhi di chi la subisce, come abbiamo sempre fatto in passato, in Iraq, in Turchia, a Belgrado, ancora in Iraq. Abbiamo visto la distruzione delle vite e del futuro cui giorno dopo giorno la popolazione del Libano era sottoposta, abbiamo ascoltato più e più volte la richiesta di cessate il fuoco immediato, abbiamo anche ascoltato le aspettative che l'Italia facesse la sua parte da protagonista. Il cessate il fuoco non è la pace, ma è la condizione affinché alla pace si possa almeno aspirare, perché sino a che cadono bombe e partono missili non vi è speranza e, giorno dopo giorno, si muore. Il cessate il fuoco è arrivato, tardivo, reticente, ambiguo e fragile, ma è arrivato. Subito i Libanesi sono ritornati nei propri luoghi ed hanno cominciato a ricostruire. Ora è decisivo che le armi continuino a tacere. Molte altre cose sono necessarie per la pace, ma la prima è che tacciano le armi. - di Un Ponte per
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Fonte: Un ponte per...
Temi/paesi correlati: [Libano] [Attivismo]
Bandiera della Pace
03.09.2006 Dopo i dubbi seminati sui luoghi comuni della "vittoria" o "sconfitta" israeliana tento ora di fare ragionare il mio prossimo sul concetto pratico, costruttivo, di concretezza. In questi giorni in cui mi viene proposto da alcuni (li chiamiamo governisti?) di marciare a sostegno dei "soldati arcobaleno", da altri (gli antimperialisti?) di manifestare in solidarieta' con le milizie Hezbollah e affini, io rispondo: e se provassimo ad uscire dalla guerra (i vari fronti sono oggi un'unica guerra) e a disarmare? Dobbiamo per forza intrupparci, per essere "concreti", dietro questa o quella "difesa" armata, dietro questo o quell' inrtervento militare "umanitario"? I marciaoli, governisti o meno, credono di "fare", si presentano come quelli che intervengono attivamente sui conflitti in atto; a me sembra invece che stiano disfacendo: compromettono in primo luogo la possibilita' di sviluppo e diffusione della cultura di pace. -
di Alfonso Navarra
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Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Società civile]
Foto: Bandiera della Pace
09.08.2006 La delegazione di organizzazioni della società civile italiana è entrata all’alba del 6 agosto in Libano, dal confine nord con la Siria. Durante il percorso la delegazione apprende che gli israeliani hanno bombardato la strada che congiunge il confine siriano di Airat a Beirut. Il percorso viene cambiato, ma anche al varco di Abuddieh si viene a sapere a pochi kilometri la strada è stata presa di mira dalle bombe israeliane. Si attende l’alba per attraversare il confine e percorrendo la strada costiera sino a Beirut. La delegazione ha incontrato nel pomeriggio rappresentanti delle oltre 120 organizzazioni che si sono unite nel coordinamento delle attività di emergenza a favore della popolazione sfollata nei giardini di Sanaye. All'interno il racconto della delegazione. Gli esponenti delle ONG e della società civile sono tutti concordi nel richiedere “l’ immediato cessato il fuoco e lo stop all‘aggressione da parte di Israele”. La delegazione ha quindi visitato una università e una scuola che sono state utilizzate per accogliere gli sfollati.
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Fonte: Rete Lilliput
13.07.2006 L’argomento che più ha occupato il dibattito è stato il problema del “Documento di consultazione” che è in rete sul sito www.socialforum.or.ke , uno strumento di consutazione democratica, iniziata col forum di Portoalegre 2005 che ha ricevuto circa 1.500 questionari compilati e che ha prodotto poi gli 11 assi tematici su cui si è costituito il 5° wsf al suo ritorno dall’esperienza indiana. Lui ha ricordato che in collaborazione con il comitato internazionale si sono tenuti incontri con il Ministero della Pianificazione del Kenia, oggi è ministro una persona cheera delegata per lAfrica al 1 forum di Porto Alegre.. Si sono avuti incontri col ministero degli esteri per i visti, l’uffico della Polizia per la messa in sicurezza del luogho dovrà si terrà il WSF, un parco vicino all’università di nairobi che in occasione del WSF rimanderà di 15 giorni l’apertura dell’anno accademico per consentire agli ospiti di usufruire degli ostelli per gli studenti della città. (...) Domenica a Cecina al Meeting antirazzista dell’ARCI c’è stato l’incontro con i movimenti organizzato con una serie di testimonianze da parte degli ospiti e delle associazioni italiane che hanno patrocinato l’incontro. - di Paolo Rizzi
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G8 a Genova
12.07.2006 Dall'appello per una Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova. "Il giorno dell'insediamento del nuovo governo è stato ripresentato al Senato un disegno di legge sostenuto da 60 senatori e senatrici che prevede l'istituzione di una commissione d'inchiesta sui giorni del G8 che abbia gli stessi poteri dell'autorità giudiziaria, che possa cioè utilizzare tutti gli strumenti utili ad acquisire informazioni necessarie al raggiungimento della verità. Analoga iniziativa è in corso alla Camera dei deputati, con la possibilità quindi di ottenere una Commissione bicamerale, che avrebbe ancora più peso politico. E' urgente che questo disegno di legge venga discusso al più presto dal Parlamento per essere approvato e l'inchiesta possa rapidamente partire. E' necessario che tutti e tutte coloro che in questi anni hanno condiviso la lotta per ottenere verità e giustizia si impegnino a far si che ciò avvenga". Si segnala che Sabato 22 alle ore 9.30 presso il Teatro Instabile (via Cecchi 4) si terrà l'incontro Ripartire da Genova per il ritiro dall'Afghanistan.
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Foto: G8 a Genova
rifiuti zero
27.06.2006 SABATO 1 luglio 2006 si svolgerà a FIRENZE presso il DOPOLAVORO FERROVIARIO di via Alamanni 4 L'ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA RETE NAZIONALE "RIFIUTI ZERO". Essa si pone il compito di raccordare le centinaia di vertenze locali che in questo momento si stanno battendo contro l'incenerimento dei rifiuti (anche nei cementifici) in tutto il nostro paese. Al contempo essa ha il compito di rilanciare MODALITA' ALTERNATIVE DI RIDUZIONE E DI GESTIONE DEI MATERIALI DI SCARTO incentrate sul modello RIFIUTI ZERO cosi' come diffuso in un numero crescente di realtà internazionali che vanno dalla California e da diversi stati degli USA all'Australia, al Canada, alla nuova Zelanda, all'Inghilterra ed ora anche all'Argentina.
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Temi/paesi correlati: [Ambiente] [Società civile]
Foto: rifiuti zero
26.06.2006 La conclusione del Doha Round, la definizione degli accordi Epas (Economic Partnership Agreements) con i Paesi Acp (Africa-Caraibi e Pacifico), veri e propri accordi di libero commercio, e gli impatti dell'accordo Gats in materia di liberalizzazione dei servizi essenziali, sono tre ambiti sui quali vorremmo costruire mobilitazione e fare pressione politica sulle istituzioni. Sono questi mesi cruciali per la chiusura Round negoziale, che non a caso si realizza nei mesi estivi quando l'attenzione della società civile è più bassa. È per questo importante mantenere alta l'attenzione e far sentire la nostra voce, rivendicando il diritto dei Paesi del Sud a scegliere lo sviluppo che vogliono e non a vederselo imposto. A fine luglio i Paesi membri della Wto si incontreranno al General Council di Ginevra per concludere il Doha Round. Per questo Fair, in collaborazione con Tradewatch, sta promuovendo un viaggio organizzato da Mani Tese in Svizzera per il 26 e 27 luglio prossimi con pulmini organizzati. E' un'opportunità di poter partecipare alle mobilitazioni internazionali sulla Wto, un altro modo per contribuire, in maniera equa e solidale, ad un commercio più sostenibile.
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Fonte: Rete Lilliput
Temi/paesi correlati: [Commercio] [Democrazia] [Società civile]
Foto: ©
diritti e Cpt
06.06.2006 Il Governo prepara un progetto di legge per aumentare il numero dei centri di permanenza temporanea per immigrati. Il Ministro degli Interni Giuliano Amato ritiene che il problema dei Centri di Permanenza Temporanea si possa risolvere con l'aumento del loro numero, infatti è stato annunciato che è in preparazione un progetto di legge per la costruzione di altri CPT sul territorio italiano oltre agli attuali 16 centri. "E' una presa di posizione gravissima, mentre proprio in questi giorni la situazione dell'immigrazione si riconferma drammatica: dalle rivolte nel CPT di Torino, ai corpi senza vita raccolti dalle reti dei pescatori italiani nel mediterraneo, all'incendio della baraccopoli di Siracusa. Ci troviamo di fronte ad in arretramento anche rispetto alle promesse di "umanizzazione" dei CPT, per il Governo la prima azione da intraprendere è l'aumento della capacità di "reclusione" e di espulsione dei lavoratori immigrati, il resto è secondario" commenta la RdB/CUB Immigrati.
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Temi/paesi correlati: [Diritti civili] [Governo] [Società civile] [Migrazioni]
Foto: diritti e Cpt
Zanotelli
30.05.2006 Su invito del presidente della Camera dei Deputati, On. Fausto Bertinotti, alle 11.00 di ieri mattina sono stati ricevuti Gino Strada, Luigi Ciotti, Alex Zanotelli e Tonio Dell'Olio, primi firmatari dell'appello lanciato alcuni giorni orsono ai parlamentari per chiedere di "interrompere le missioni militari in teatri di guerra e ritirare le truppe italiane dall'Iraq e dall'Afghanistan". Nonostante il silenzio-stampa che ha accompagnato l'appello, ad oggi sono pervenute alcune migliaia di firme tra singoli e associazioni che sono state consegnate al Presidente della Camera. Nel merito dell'appello tutti hanno riconosciuto che, mentre per il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq si registra una sintonia da parte del governo Prodi e dell'intera coalizione di maggioranza, diverso è l'atteggiamento sulla missione militare in Afghanistan.
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Temi/paesi correlati: [Iraq] [Afghanistan] [Società civile]
Foto: Zanotelli
parata 2 giugno
23.05.2006 Riprende il percorso del movimento contro la guerra in occasione della parata del 2 giugno di Roma. Dopo la richiesta rifiutata di cancellare la parata si annunciano contromanifestazioni. "E’ urgente che l’Italia separi le proprie responsabilità dall’occupazione illegale dell’Iraq e dalla guerra permanente e si impegni con una forte iniziativa diplomatica per ristabilire sovranità, pace e convivenza nell’area. E’ urgente che si pronunci contro qualsiasi intervento militare contro l’Iran, si impegni per un piano generale di disarmo nucleare, per la fine dell’occupazione in Palestina e una pace giusta in Medio Oriente. Chiediamo che non siano rifinanziate le missioni in Iraq e in Afghanistan, che si ritirino immediatamente i soldati italiani e ridiscutendo tutte le missioni militari italiane all’estero. La politica prenda il posto delle armi. L’Italia costruisca la pace con la pace.
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Temi/paesi correlati: [Etica e sistemi di valori] [Società civile]
Foto: parata 2 giugno
da faircoop.it
05.04.2006 Lo sapevate che la Commissione Europea sulla responsabilità sociale ha approvato una nuova Alleanza per imprese competitive e responsabili, senza vincoli di obiettivi precisi, tagliando fuori dalla decisione sindacati e ong? Questa notizia può essere trovata su [fair]watch, un blog indipendente di professionisti ed esperti di diversi settori che, in continuità ed in collegamento con il più famoso Tradewatch, vuole aprire una finestra sui temi controversi dell’economia e dello sviluppo, dando notizia di progetti, esperienze, denunce.
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Temi/paesi correlati: [Commercio] [Società civile] [Esclusione sociale]
Foto: da faircoop.it
cooperazione sociale
27.03.2006 La cultura della cooperazione sociale e degli inserimenti lavorativi in Italia sono "modelli" culturali da divulgare a livello di Unione Europea. E’ quanto emerso ieri a Pordenone nel corso di un vertice incentrato sul ruolo delle Cooperative sociali in Italia. Tra i nodi da sciogliere la necessità di un maggiore dialogo fra cooperazione sociale ed enti locali, il superamento del progressivo dilaniamento del welfare che tende a considerare le Cooperative sociali come semplici supplenti del settore pubblico. Inoltre la necessità di ristabilire una perequazione sociale ma anche economico-retribuitiva tra operatori del privato sociale ed operatori pubblici, il superamento della logica di affidamento dei servizi per mezzo di gare d’appalto al massimo ribasso, il tutto orientato nell’ottica più ampia di ristabilire di fatto una reale centralità della persona.
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Fonte: Cooperativa Itaca s.c.a r.l. onlus
Temi/paesi correlati: [Esclusione sociale] [Attivismo] [Società civile] [Volontariato]
Foto: cooperazione sociale © Guardian Unlimited
da peaceandjustice.it
22.03.2006 Nei giorni scorsi, in tutto il mondo, il movimento per la pace è sceso in piazza per ricordare il terzo anniversario della guerra in Iraq. E proprio il 19 marzo di un anno fa nasceva a Roma l'associazione Statunitensi per la pace e la giustizia. Ripercorriamo insieme le tappe. "La prima iniziativa a cui abbiamo partecipato è stata la manifestazione contro la guerra di un anno fa. Eravamo in 50 e sfilavamo insieme allo storico gruppo degli Statunitensi contro la guerra di Firenze. Da allora siamo cresciuti. Oggi abbiamo una mailing list di più di 270 persone, il 70% cittadini degli Stati Uniti, gli altri di altri paesi del mondo, tutti residenti a Roma. Il nostro obiettivo è quello di lavorare insieme al movimento italiano e di dar voce all’”Altra America”, quella che è contraria alla guerra e alla politica di aggressione del governo statunitense. Per questo abbiamo partecipato a numerosi sit-in e manifestazioni, dalla protesta davanti all'ambasciata USA per l'uso di fosforo bianco a Fallujah, alla protesta per il rinnovo del finanziamento della missione italiana in Iraq, alla giornata internazionale delle donne contro la guerra".(...) "Un anno fa ci siamo incontrati per la prima volta per partecipare a una grande manifestazione contro la guerra. Quest'anno abbiamo fatto lo stesso, per portare, con altrettanta determinazione e un gruppo ancora più solido, il nostro contributo alla grande manifestazione del 18 marzo a Roma".
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Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Attivismo] [Società civile]
Foto: da peaceandjustice.it
17.03.2006 Il Comitato Organizzatore della giornata nazionale contro la guerra a Roma del 18 marzo invita alle iniziative organizzate che chiedono impegni chiari e netti: per il ritiro immediato dall’Iraq, per una pace giusta in Israele e Palestina, contro ogni guerra, contro l’imbarbarimento dei conflitti e delle relazioni internazionali, contro le stragi di civili, contro la costruzione dello scontro di civiltà, per una nuova politica estera di pace, di giustizia sociale, di dialogo, di disarmo. Per tutta la giornata di sabato saranno presenti esponenti dei movimenti statunitensi, britannici, russi, palestinesi e israeliani, kurdi –che ogni giorno in situazioni difficili fanno la loro parte per la pace e la giustizia, i diritti. "Contestiamo con forza la tentata messa fuori legge morale del movimento no-global e del movimento contro la guerra – confusi con azioni e prese di posizione di gruppi estranei alle dinamiche unitarie che in questi anni hanno organizzato la partecipazione responsabile di milioni di persone, contribuendo a diffondere una nuova coscienza civile nella maggioranza del popolo italiano.
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Temi/paesi correlati: [Iraq] [Conflitti] [Attivismo] [Società civile]
05.03.2006 Il Comitato Organizzatore della giornata internazionale contro la guerra e le occupazioni del 18 marzo crede che oggi mettere la pace al primo posto sia cruciale. "Nelle ultime settimane il governo, dopo aver trascinato il paese in una guerra di occupazione, ha anche gettato l’Italia da protagonista nella costruzione dello scontro di civiltà. Se c’è un compito a cui oggi il nostro paese deve assolvere, nella difficile situazione internazionale, è invece opporsi a ogni tentativo di costruire una artificiosa frontiera armata fra "mondo islamico” e “mondo occidentale". Ripudiare l’intolleranza, qualsiasi forma di razzismo, ogni tentativo di affermare la superiorità della civiltà occidentale, rimettere al centro i diritti di donne e uomini, indipendentemente da appartenenze religiose, è indispensabile per evitare ulteriori disastri. Per questo, il movimento per la pace sarà a Roma il 18 marzo, dopo una settimana di iniziative diffuse in tutta Italia, rispondendo all’appello europeo riportato nell’articolo.
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Temi/paesi correlati: [Iraq] [Risoluzione dei conflitti] [Globalizzazione] [Società civile]
28.02.2006 Cercare momenti di riflessione e di incontro per prepararsi al meglio all'appuntamento elettorale del 9 e 10 aprile. E' l'obiettivo di Stazione di Confine, Area di contaminazioni creative dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili del Comune di Firenze che a 40 giorni dal voto apre un ciclo di incontri presso i suoi locali (via Attavante, 5 - ang. via Pisana, zona Ponte a Greve). Si parte mercoledì 1° marzo con l'inaugurazione di "Libero libro in libera mente", iniziativa organizzata da Controradio e "La Repubblica dei Lettori" per realizzare una grande biblioteca vagante a libera consultazione e dare la possibilità a tutti, in vista delle elezioni, di sentire la voce dei "buoni libri". Stazione di Confine diventerà uno dei punti di riferimento di "Libero libro in libera mente" ospitando dal 1° marzo uno dei punti "passe-livre". Staz metterà a disposizione i volumi che potranno essere presi, a patto che in cambio se ne dia un altro, segnalando sul sito www.passe-livre.com il libro “scambiato”.
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Temi/paesi correlati: [Diritti civili] [Società civile] [Educazione]
24.02.2006 Dal 5 al 7 maggio 2006 a Padova torna CIVITAS, la mostra convegno della solidarietà, dell’economia sociale e civile, pronta a ricominciare da undici, dopo aver festeggiato i suoi primi dieci anni di vita lo scorso anno. E ancora una volta, Civitas intende mettere a fuoco nodi e temi cruciali per lo sviluppo di una società, in Italia e in Europa, in cui vengano riconosciuti il potenziale del terzo settore, la valorizzazione delle istituzioni e degli enti locali. Inoltre, Civitas vuole favorire la “contaminazione positiva” tra profit e non profit, attraverso lo scambio di buone pratiche in grado di accrescere la responsabilità sociale territoriale d’impresa all’interno del tessuto economico nazionale e internazionale. La manifestazione si riconferma, dunque, piazza d’incontro e di scambio per le innumerevoli realtà che da sempre fanno unico il panorama del terzo settore e del non profit in Italia, lasciando largo spazio anche al dialogo con gli enti, le imprese e le istituzioni per infittire la maglia della collaborazione a favore del bene comune per ogni cittadino.
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Temi/paesi correlati: [Società civile] [Esclusione sociale]
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