DOSSIER COMMERCIO D'ARMI E DISARMO
13.11.2008
Il Presidio permanente contro la costruzione della Base Usa al Dal Molin ha aperto una raccolta di firme per chiedere alla Coop di "prendere posizione rispetto alla presenza all'interno della Lega delle cooperative di C.C.C. e C.M.C. attuali vincitrici dell'appalto per la costruzione della nuova base militare Usa a Vicenza". "Chiediamo che venga smascherato il fine puramente lucrativo che CMC e CCC hanno dimostrato di perseguire"- afferma la nota. E ieri i comitati del 'No dal Molin' hanno inviato un appello anche ai lavoratori delle due cooperative del cantiere invitandoli a "interrompere la vostra prestazione d’opera". Nonostante l'ampio voto popolare contrario alla costruzione della nuova base, sono infatti iniziati i lavori di demolizione degli edifici esistenti all'interno dell'area.
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Foto: 'No dalMolin': appello per fermare i lavori
08.09.2008
Nonostante l'annunciata opposizione di una manciata di governi alla decisione dell'amministrazione Bush di esonerare l’India dalle norme globali disciplinanti il commercio di materiale nucleare, gli stati membri 'Nuclear Suppliers Group' (NSG) hanno approvato nei giorni scorsi un'esenzione speciale a favore dell'India. "Pressioni brutali ed inaccettabili sono state esercitate sui pochi stati che si opponevano al testo dell'esenzione per l'India" - commenta Jayantha Dhanapala, ex Sottosegretario Generale dell'Onu. "L'esonero permetterà all'India di partecipare ai commerci internazionali nonostante non abbia mai firmato i Trattati di non proliferazione nucleare (NPT) e per messa al bando delle sperimentazioni (CTBT)" - commenta la rete internazionale 'Abolition 2000' sottolineando come la a decisione crei una "pericolosa distinzione" tra i paesi proliferatori.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Geopolitica] [Attivismo] [Armi Nucleari] Foto: Il missile indiano a capacità nucleare Agni-III - da Wikipedia
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11.06.2008
Nel 2007, l’Italia con 33,1 miliardi di dollari mantiene l'ottavo posto nel mondo per spese militari, ma con una spesa pro-capite di 568 dollari supera per il quarto anno consecutivo la Germania (447 dollari pro-capite) e mantiene in questa graduatoria il settimo posto. Lo rivela una dettagliata ed esclusiva analisi di Unimondo del Rapporto Sipri 2008. Anche per quando riguarda l'esportazione di armamenti convenzionali, nel 2007 l'Italia mantiene il settimo posto e nel 2006 Finmeccanica con vendite di armamenti per quasi 9 miliardi di dollari si conferma una delle dieci principali aziende mondiali di armi, la prima in Europa per profitti nel settore militare (1,3 miliardi di dollari). Un commercio favorito dal fatto che l’azienda italiana riceve commesse, come quella recente dal Pakistan per missili di contraerea di oltre 470 milioni di euro, grazie al sostegno del Governo italiano che ne è il principale azionista.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Geopolitica] [Attivismo] [Armi] [Sicurezza] Foto: Rapporto Sipri 2008
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29.10.2008
I movimenti e presenti a Pechino durante il "Forum dei Popoli Asia-Europa", il 'Transnational Institute' e 'Focus on the Global South' hanno redatto il documento-appello che presentiamo. "Abbiamo riflettuto sul significato dell’esplosione della crisi economica globale e delle opportunità che ci offre per valorizzare nell’opinione pubblica alcune delle alternative più interessanti e praticabili su cui molti di noi hanno lavorato per decenni. La dichiarazione che segue rappresenta il risultato collettivo delle nostre riflessioni a Pechino. Noi, primi firmatari della dichiarazione, intendiamo contribuire agli sforzi di formulare proposte attorno alle quali i nostri movimenti possano organizzarsi formando la base per un ordine economico e politico radicalmente differente". E' possibile aderire all'appello dal sito http://casinocrash.org
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Foto: Borse mondiali in crisi
18.06.2008
La Campagna di pressione alle 'banche armate' segnala che dalla Relazione governativa 2008 sull'export di armi italiane è scomparso "l’elenco con il valore monetario e la controparte estera delle singole operazioni autorizzate alle banche": un elenco fondamentale per la campagna. "Vogliamo credere che non si tratti di una voluta e cosciente modifica - seppur grave e ingiustificata - ma solo della mancata trasmissione di una componente fondamentale della relazione" - affermano in una lettera inviata ieri alla Presidenza del Consiglio i direttori delle tre riviste promotrici della Campagna che chiedono che "venga subito pubblicato e consegnato al Parlamento l'allegato in questione". Emerge intanto qualche particolare "non chiaro" nella fase di passaggio tra i due governi.
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Foto: Palazzo Chigi
12.11.2008
Psicopolitica del terrorismo, dello squilibrio ambientale e nucleare
ContinuaFrancesco Tullio F. Angeli Editore, 2007, pp. 96, € 14,00 Partendo dall'attualissimo carteggio Einstein-Freud su guerra, sicurezza e diritto internazionale, l’autore collega il terrorismo al significato originario di "evocazione del terrore" ed esplora l’intreccio tra violenza e istituzioni, minaccia nucleare e crisi ambientale. Si discute di sicurezza umana ed economica e si evidenziano alcuni tratti delle personalità di terroristi suicidi. Sull’esempio dell’ex Jugoslavia si esplora il nesso fra vertice e massa nelle situazioni di polarizzazione bellica e la relazione fra crisi politico-economica, crisi psichica e attivazione distruttiva quando gli impulsi collettivi e la mente "viscerale" prevalgono su quella razionale. Temi/paesi correlati: [Globalizzazione] [Democrazia] [Terrorismo] [Sicurezza] [Conflitti] |
24.01.2008
"Realpacifik": così il mensile Nigrizia titola il dossier di gennaio sul multicolore movimento pacifista. Un'inchiesta per verificare se "la pace è di bandiera o se c’è sostanza". Ne emerge "lo spaccato di un mondo fatto di mille contraddizioni, più pragmatico di quel che sembra" - affermano i redattori. "Ci piaceva l’idea di indagare se i pacifisti (tra cui noi), bravi nel declamare posizioni di principio, nella realtà vengano poi a patti con la situazione. Se abbraccino, insomma, quella realpacifik (storpiata dalla ben più nota realpolitik), che prevede una gestione diplomatica e pragmatica della pace. O se, invece, la pace si sta costruendo "con stili di vita, rigore, coerenza, senza clamori e protagonismi" - sostengono. Un viaggio, "parziale e tortuoso" - riconoscono i redattori - che ha attraversato tre mondi: quello dei movimenti 'istituzionali', quello delle amministrazioni locali 'pacifiste' e quello delle parrocchie, "senza voler essere i giudici dei comportamenti e degli atti di nessuno". Un dossier che non mancherà di far discutere.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti civili] [Finanza] [Pace] [Attivismo] [Società civile] [Cooperazione internazionale] Foto: Il popolo della pace in marcia
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