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I DOSSIER DI UNIMONDO
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19.07.2008
Ogni giorno, più di 2,5 miliardi di persone soffrono della mancanza di servizi igienici adeguati e quasi 1,2 miliardi devono usare spazi aperti, la pratica più rischiosa dal punto di vista igienico-sanitario, secondo il rapporto presentato ieri dall'Unicef e l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) nel quadro del programma congiunto di monitoraggio su forniture idriche e servizi igienici. Il rapporto viene presentato a metà 2008 nell'Anno internazionale per le condizioni igienico-sanitarie. "Ai ritmi attuali, il mondo mancherà l'obiettivo del millennio sull'accesso ai servizi igienici, con oltre 700 milioni di persone che vi resteranno escluse" - ha dichiarato Ann Veneman, Direttore generale dell'Unicef.
ContinuaTemi/paesi correlati: [MDGs] [Habitat] [Acqua] [Bambini] [Sviluppo] [Malattie/Cure] [Salute] Foto: La copertina del rapporto
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07.08.2008
In un rapporto diffuso nei giorni scorsi Greenpeace denuncia che il Ghana sta diventando la discarica per i prodotti hi-tech dei paesi industrializzati e in particolare dell'Europa. I prodotti vi arrivano dopo aver passato le dogane occidentali come "beni di seconda mano" e nelle discariche è stata trovata un'altissima concentrazione di sostanze tossiche e cancerogene, pericolose per l’ambiente e soprattutto per i bambini che lavorano allo smaltimento. Si tratta di "container pieni di vecchi computer spesso rotti, monitor e prodotti di varie marche: arrivano in Ghana da Germania, Corea, Svizzera, Olanda e Italia". Nella stessa Unione Europea, dove vigono regolamenti alquanto restrittivi in materia, si perdono le tracce del 75% dei rifiuti tecnologici prodotti - riporta Greenpeace.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Bambini] [Legislazione] [Inquinamento] [Contaminazioni] [Attivismo ambientale] [Imprese] [Commercio] Foto: La copertina del rapporto di Greenpeace
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31.07.2008
Si è concluso con un giorno di anticipo l'incontro tra i rappresentanti di Stato e di Governo riuniti a Ginevra per chiudere i negoziati aperti nella capitale del Qatar nel novembre del 2001, con l'obiettivo di trovare delle soluzioni che favorissero lo sviluppo economico dei paesi poveri liberalizzando il commercio mondiale. “In un momento in cui il problema è di sfamare la gente, inquinare meno e trovare un modo di vivere carbon free, non abbiamo bisogno di aumentare il flusso di merci che girano per il pianeta” – commenta l’osservatorio Tradewatch.”Piuttosto avremmo bisogno di farle girare (e inquinare) di meno, favorendo che ciascuno innanzitutto coltivi il necessario per i propri consumi”. E’ ormai tempo, insomma, di ripensare radicalmente il "mercato" e lo "sviluppo"(Elvira Corona)
ContinuaTemi/paesi correlati: [Agricoltura] [Alimentazione] [Sviluppo] [Globalizzazione] [Commercio] [Economia] Foto: Donne di Kisamoro (Uganda) al mercato
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19.08.2008
La 'Campagna Internazionale per la messa al bando delle mine' (ICBL), Human Rights Watch (HRW) e la 'Cluster Munition Coalition' (CMC) condannano decisamente "l'uso da parte della Russia delle bombe cluster in Georgia che hanno causato già decine di morti e feriti tra la popolazione civile". "Con l'uso di un'arma con riconosciuti effetti indiscriminati in aree popolate, la Russia ha mostrato uno sfacciato disprezzo per la vita dei civili" - afferma l'ICBL. "Questo recente caso di uso di cluster bombs sottolinea ancora il pericolo rappresentato da queste armi e l'urgenza di proteggere i civili sottoscrivendo la Convenzione di Oslo" - dichiara la Campagna Italiana Contro le Mine.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Legislazione] [Attivismo] [Armi] [Mine] [Conflitti] Foto: Relitto di bomba cluster RBK-250 sganciata da un aereo russo a Ruisi (Ossezia del Sud). Foto: ©AP/Sergei Grits - da HRW/CMC
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18.08.2008
Il 20% della spesa statunitense destinata dal 2003 alla guerra in Iraq è finita nelle tasche dei contractors, le aziende private sotto contratto col Pentagono e sarebbe costata ai contribuenti americani quasi 85 miliardi di dollari: lo rivela il rapporto pubblicato dal 'Congressional Budget Office', l'Ufficio per il bilancio del parlamento americano. Al momento la spesa militare totale Usa in Iraq è di 446 miliardi di dollari e le previsioni per il 2008 la faranno lievitare di oltre 100 miliardi di dollari. In Iraq ci sono 190mila contractors privati ben più dei 160mila soldati americani. Intanto il Pentagono ha informato il Congresso Usa del progetto di una commessa militare di oltre 9 miliardi di dollari per fornire equipaggiamento militare all'Iraq: si tratta di blindati leggeri, missili, elicotteri, mitragliatrici ed esplosivi.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Governo] [Geopolitica] [Armi] [Conflitti] [Imprese] Foto: Le commesse Usa verso contractors privati (in miliardi di dollari)
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20.08.2008
Il vertice straordinario della Nato sulla crisi georgiana tenutosi ieri a Bruxelles "sta facendo tornare indietro di anni le lancette dell’orologio nelle relazioni tra la Nato e il Cremlino": anche se formalmente i canali di comunicazione restano aperti nei fatti l’Alleanza ha congelato i lavori del Consiglio Nato-Russia (NRC), il tavolo di lavoro istituito sei anni fa a Roma per trattare questioni di interesse comune - riporta l'Osservatorio sui Balcani. Intanto l'associazione 'Beati i costruttori di pace' invita ad una manifestazione a Padova venerdì 22 agosto per chiedere il ripristino della legalità internazionale e lo stop delle azioni militari nel Caucaso. Nei giorni scorsi la 'Campagna Internazionale per la messa al bando delle mine' e Human Right Watch hanno denunciato l'uso da parte della Russia delle bombe cluster in Georgia.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Società civile] [Geopolitica] [Attivismo] [Armi] [Conflitti] Foto: Carroarmati russi in Georgia -da OsB
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23.07.2008
"Sì alla protezione dell'agricoltura europea, ma non a scapito dei Paesi poveri". E' la posizione della Focsiv dopo l'apertura lunedì scorso a Ginevra dei negoziati dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) che hanno l'obiettivo di portare a conclusione il Doha Development Round. "Non possiamo parlare ora di dumping dei prodotti dal Sud del mondo quando l'Europa per anni ha sovvenzionato le esportazioni nei paesi del Sud del mondo per smaltire le proprie eccedenze agricole causando la perdita di lavoro a milioni di agricoltori che hanno dovuto cessare le loro produzioni perché non riuscivano a competere con i prodotti europei venduti sottocosto nei loro paesi" - afferma la nota dell'associazione che sottolinea come la conclusione del Doha Round "rappresenta il banco di prova per la tenuta del sistema multilaterale".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Agricoltura] [Sviluppo] [Globalizzazione] [Commercio] |
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24.01.2008
Milioni di donne e uomini, organizzazioni, reti, movimenti, sindacati di tanti Paesi del mondo si mobiliteranno il 26 gennaio, per la Giornata d’azione del World Social Forum 2008, negli stessi giorni in cui a Davos si riuniscono i “pochi eletti” del World Economic Forum. L'appello è promosso da tutte le organizzazioni e i movimenti a livello mondiale, nazionale e locale che fanno riferimento alla Carta dei Principi del Forum sociale mondiale. In Italia sono previste numerose iniziative contro la guerra, per il disarmo, contro il razzismo e la xenofobia, sui temi del lavoro, dei diritti, dell’ambiente e dell’altra economia. Rete di Lilliput partecipa rilanciando la proposta di iniziativa popolare "Per un’Italia libera da armi nucleari" e conferma il sostegno alla richiesta di moratoria sulla nuova base ‘Dal Molin’ a Vicenza. E Terra Futura promuove una tavola rotonda virtuale di alcuni membri del comitato consultivo del WSF.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti civili] [Debito] [Pace] [Libertà di espressione] [Attivismo ambientale] [Democrazia] [Globalizzazione] [Società civile] [Sviluppo] Foto: World Social Forum 2008
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12.08.2008
"Un'Europa senza nucleare": è lo striscione che ha accompagnato ieri mattina l’esercito di pinguini che da Festambiente è sceso a Marina di Grosseto per dire no al ritorno all'atomo nel nostro paese. Un'azione che ha fatto seguito al dossier "I costi del nucleare" nel quale Legambiente smaschera le previsioni di spesa sottodimensionate per la costruzione delle centrali e i costi pubblici diretti e indiretti del nucleare. "Il nucleare si conferma una scelta insicura e costosa - ha dichiarato Angelo Gentili, coordinatore nazionale di Festambiente - perché ci allontana da scelte prioritarie quali risparmio energetico e fonti rinnovabili. Chiediamo, invece, che l'Italia si metta alla testa della strategia Ue di riduzione delle emissioni e di sviluppo dell’efficienza delle rinnovabili , e come associazione mettiamo in campo impegni concreti in questa direzione".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Sviluppo] [Nucleare] [Attivismo ambientale] [Consumo] [Economia] Foto: Manifestazione di Legambiente contro il nucleare - ©La Nuova Ecologia
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12.11.2007
In occasione del Forum sulla governance di Internet (Igf), che prende il via oggi a Rio de Janeiro, Amnesty International denuncia l’aumento su scala mondiale delle restrizioni alla libertà di espressione on line. A due anni dal Summit di Tunisi, "sempre più paesi filtrano i contenuti delle pagine web, intimidiscono e arrestano i cyberdissidenti" - sottolinea Amnesty - che chiede ai governi "di porre fine alla repressione on line, abrogare le legislazioni restrittive, di rilasciare tutti i prigionieri condannati per l’espressione delle proprie opinioni tramite internet e di impegnarsi a varare una serie di standard comuni per prevenire le violazioni dei diritti umani on line".
ContinuaFoto: Restrizioni a internet nel mondo - da OpenNet
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